MENU

La bellezza si allea con la salute

Medicina Estetica

Chirurgia estetica o chirurgia ricostruttiva?

Gli esperti sono sempre più convinti che il concetto di “bello” e il concetto di “cura” vadano di pari passo. Quindi, sia che si tratti di intervenire per una pura questione estetica – per aumentare il volume dei seni, per esempio – sia che si tratti di rimodellare un seno sfigurato da un tumore, il denominatore comune resta la salute fisica e psichica della persona, che passa attraverso regole di intervento e canoni estetici ben precisi.

CHIRURGIA ESTETICA

Il seno è una delle parti del corpo su cuici mettono più mano i chirurghi plastici. Anche tra le giovani (maggiorenni) ricorrere al chirurgo plastico per ottenere un seno più bello è diventata una tendenza. «Per non incorrere in brutte sorprese però è importante rivolgersi in strutture adeguate e riconosciute sia per la professionalità dei medici, sia per il volume degli interventi eseguiti» raccomanda il chirurgo plastico Roberto Pedrale, specialista in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica dell’ospedale Molinette di Torino, diretta dal professor Stefano Bruschi. Perchè un intervento sia «un ottimo intervento» (anche sul fronte della chirurgia ricostruttiva) ecco i consigli. «Tra il medico e la paziente deve instaurarsi un dialogo aperto e di fiducia – spiega il dottor Pedrale -: il medico deve conoscerne non solo le caratteristiche fisiologiche perché possa farle un seno “a misura”, ma anche gli aspetti psicologici. Il medico deve inoltre informare sulle possibili complicazioni, come contratture capsulari e dislocazioni delle protesi».

CHIRURGIA RICOSTRUTTIVA

Oggi possiamo ottenere ottimi risultati anche in campo ricostruttivo, specie sulle donne a cui è stato asportato un tumore al seno. Due sono le ragioni. «Grazie all’evoluzione delle tecniche ricostruttive e dei materiali – continua Pedrale – la chirurgia plastica diviene terapeutica in quanto permette una maggiore radicalità chirurgica nell’immediato, diminuendo il numero degli atti operatori a fronte di una completa ricostruzione estetica della mammella. L’atteggiamento che costituisce il gold standard del trattamento si basa sulla visione della malattia non solo come patologia che mette a rischio la vita della paziente, ma anche come esperienza demolitiva dell’integrità e femminilità della persona, finalizzando il tutto alla salute e al benessere della stessa».

In questo contesto è necessaria la stretta collaborazione tra il chirurgo plastico, il chirurgo oncologo, il radioterapista, l’oncologo medico, dal momento della diagnosi fino alla scelta ed esecuzione dell’atto demolitivo chirurgico che, oltre ad avere la finalità di exeresi della malattia, deve avere anche una funzione di preparazione all’atto ricostruttivo. E all’ospedale Molinette un fiore all’occhiello è la rete di intervento tra l’oncologia medica, coordinata dalla dottoressa Fulvia Pedani, e la chirurgia plastica, per intervenire sulle donne operate al seno.

LA NUOVA “TECNICA DEL VOLUME” SENZA USO DI PROTESI: IL LIPOFILLING

Il lipofilling è la “tecnica del volume” che anziché usare protesi, impiega il tessuto adiposo del paziente come materiale di riempimento di diverse zone del corpo
(esempio: seno, labbra, zigomi) e per correggere cicatrici o lesioni da radioterapia. «Con apposite ago-cannule – spiega il chirurgo plastico Pedrale – le cellule adipose vengono prelevate dal paziente che deve sottoporsi all’intervento e sono impiegate come materiale infiltrativo autologo per rimodellare aree corporee depresse. Recentemente si è compreso il ruolo delle cellule staminali, chiamate “cellule totipotenti”, all’interno del tessuto prelevato, indispensabili per migliorare qualitativamente i tessuti trattati». Questo trattamento ha guadagnato consensi e sembra idoneo a migliorare le caratteristiche estetiche delle aree trattate (morbidezza, spessore, l’elasticità) e, in casi selezionati, a ridurre la componente dolorosa presente.

11 settembre 2014 Commenti disabilitati News

Comments are closed.

« »