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LA MASTECTOMIA

staminali

Quando bisogna farla.
Quella di sottoporsi a mastectomia preventiva è una decisione con profonde ripercussioni dal punto di vista medico e umano. Di solito viene eseguita in pazienti con elevata familiarità o mutazioni genetiche (il caso della Jolie) o su donne che hanno già contratto la malattia a uno dei due seni. In particolare, è l’approccio terapeutico più frequente consigliato alle pazienti con mutazioni nei geni Brca1 e Brca2, responsabili della codifica di due proteine essenziali per la riparazione del dna danneggiato all’interno delle cellule. Se mutati, i Brca aumentano la probabilità di sviluppare cancro al seno e alle ovaie e il rischio di essere colpite da un tumore secondario entro 10 anni dalla prima diagnosi. Queste recidive, di solito, colpiscono il seno opposto rispetto a quello del tumore primario, e per questo ne viene consigliata la rimozione chirurgica a scopo preventivo.

I benefici.
La decisione di Jolie, Osbourne e tutte le donne che si sono sottoposte a quest’intervento riduce drasticamente il pericolo di ammalarsi. “I medici hanno stimato che avevo un rischio dell’87% di sviluppare un cancro al seno e del 50% di sviluppare un cancro alle ovaie. Sono numeri che variano molto da donna a donna”, racconta la Jolie: “Ho voluto raccontare pubblicamente questa storia alle altre donne perché la mia decisione non è stata semplice. Ma sono contenta di averla presa. Le mie probabilità di sviluppare un cancro sono scese a sotto il 5%. Posso dire ai miei figli di non aver paura di perdermi per un tumore”.

I rischi.
Sostanzialmente, sono tutti quelli collegati a qualsiasi intervento chirurgico di entità importante. È per questo che i medici stanno tentando di evitare di ricorrere troppo frequentemente all’operazione, se questa non è strettamente necessaria. Un recente studio tedesco, per esempio, ha dimostrato che la familiarità non rappresenta sempre un fattore di rischio sufficiente a giustificare il ricorso alla mastectomia preventiva per donne già operate a uno dei due seni. In assenza di mutazioni genetiche, insomma, il pericolo di recidive nel seno opposto non è influenzato dalla storia familiaer delle pazienti.

11 settembre 2014 Commenti disabilitati Approfondimenti, News

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