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Staminali, ultima frontiera della medicina estetica

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La ricerca scandinava: “Cresce la sicurezza anche per gli interventi al seno”

Le cellule staminali possono aiutare la chirurgia estetica, dando via a nuove tecniche di intervento con maggiori percentuali di successo. Ad attestarlo è lo studio di un gruppo di ricercatori scandinavi, pubblicando sulla rivista “Lancet” nel quale si descrivono i risultati dei test svolti sull’ innesto di grasso nella chirurgia della ricostruzione. Si tratta di una tecnica comunemente usata negli interventi estetici perchè  ha un tasso di riassorbimento tra il 25 e l’ 80%  e i test svolti hanno paragonato i risultati ottenuti con grasso derivato a cellule staminali a quello con grasso prelevato dal paziente, arrivando alla conclusione che l’ effetto è di gran lunga più soddisfacente nel primo caso.

In particolare, i ricercatori hanno paragonato gli innesti di grasso arricchiti con autologhi adiposi derivati da cellule staminali a quelli senza, e la differenza di tasso di riassorbimento è netta : 80,9 % contro 16,3 %. I grassi arricchiti e quelli non arricchiti sono stati iniettati nelle differenti braccia di una stessa persona e, seocnodo quanto riporta “Lancet”, “il grasso arricchito con cellule staminali ha portato a volumi significativamente più alti”: Sono stati 10 i pazienti che volontariamente si sono sottoposti ai test portando i ricercatori a concludere che le cellule staminali consentono di garantire “maggiore fattibilità e sicurezza”.

Ciò che colpisce è come il grasso arricchito possa produrre risultati migliori- nella formazione dei tessuti come nella riduzione delle necrosi quattro mesi dopo il trapianto- rispetto a quello prelevato dall’addome dello stesso paziente. La conseguenza é nella prospettiva che tale nuova tecnica possa essere applicata in alternativa agli altri metodi di aumento di tessuti negli interventi di chirurgia estetica più comuni, a cominciare da quelli al seno.

La ricerca, durata quattro mesi, non ha trovato alcuna traccia di possibili complicazioni negative dagli inserimenti di grasso arricchito con le cellule staminali.

“Ci troviamo davanti ad un primo promettente passo- osserva Lyle Leipziger del North Shore University Hospital di New York- ma abbiamo bisogno di ulteriori studi per dimostrare che il trasferimento di cellule di grasso arricchieto possano avere solo effetti positivi, sempre ed ovunque nel mondo”.

Articolo tratto da “La Stampa” del giorno 01 ottobre 2013 scritto da Maurizio Molinari, corrispendente da New York.

19 maggio 2014 Commenti disabilitati News

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